Maestro

 

Quest’articolo non vuole essere soltanto una mera presentazione del nostro maestro ma anche un omaggio alla sua carriera che inizia nel 1955 fino ad arrivare ai nostri giorni con la creazione della Fe.Ko., Federazione Kobudo, che ha come unico scopo la diffusione di quest’antica arte marziale per troppo tempo relegata nell’anonimato.

Il Maestro Aureliano Bruno inizia la pratica delle arti marziali con lo judo come ho già detto nel 1955 iscrivendosi al Kodokan di Firenze sotto la supervisione del Maestro Vladimiro Malatesti, altra icona delle arti marziali e primo pioniere del Karate in Italia ma è nel 1960 che conosce il M° Shung un cinese di Kun Lun che per primo lo introdurrà alla finissima arte del Kobudo.

Il M° Shung aveva imparato le arti marziali a Fuzhou in Cina e a quei tempi era a Firenze per risolvere un problema di discopatia alla colonna vertebrale.

Anche il M° Aureliano era ricoverato in ospedale per la rottura di un polso e divideva la stessa camera con il M° Shung.

Fra i due nacque subito una fortissima intesa tanto che il M° Shung, colpito dall’entusiasmo del M° Aureliano, decise d’insegnargli l’arte del Nunchaku a due mani.

A quei tempi il M° Aureliano lavorava in un albergo di un suo parente così decise di barattare la permanenza del M° Shung a Firenze con le sue lezioni di Nunchaku.

Mi è sempre piaciuta la storia di come nacque quest’amicizia perché ha qualcosa di magico infatti, il M° Aureliano aveva cucito sulla vestaglia che teneva in ospedale uno stemma del judo e il M° Shung, che l’aveva notato, gli aveva spiegato in inglese che Judo significa: via ( do ) della cedevolezza ( Ju ).

Dopo questo primo approccio il M° Shung dovette cedere alle insistenti domande del M° Aureliano e colpito dal suo grande entusiasmo gli insegnò i rudimenti del Nunchaku jutsu.

Nel 1962 sempre al Kodokan ma sotto la direzione del M° Umberto Bianco il M° Aureliano iniziò lo studio del Karate.

Anche questo è un episodio molto curioso perché il M° Aureliano non era molto adatto al judo e non certo per mancanza di stile o di tecnica ma per temperamento.

Fu così lo stesso M° Malatesti a consigliargli il Karate, sicuramente più adatto al suo spirito guerriero e a mandarlo dal suo migliore allievo che era proprio il M° Bianco.

L’amore per le armi rimase però sempre nel cuore del M° Aureliano così nel 1963 e negli anni a venire partecipò a molti stage in Italia, Francia e Svizzera tenuti dal M° Arakawa Busen vera icona del Kobudo mondiale.

Inizierà così la pratica del Bo, del Tonfa, Sai e Kama.

A quei tempi gli stages del M° Arakawa erano molto selettivi e anche durissimi e complicati.

In pochissimi giorni gli allievi di questi corsi dovevano apprendere e digerire tecniche che in Giappone venivano insegnate con il costante allenamento quotidiano.

Era quindi impossibile imparare il Kobudo seguendo solo queste poche lezioni così il nostro maestro, sempre guidato dal suo insaziabile entusiasmo, di notte e da solo scriveva appunti disegnava sul suo taccuino le tecniche più complicate poi, ritornato a Firenze, si allenava instancabilmente proprio per ricercare la perfezione di queste complicatissime forme di combattimento.

Ci ha sempre raccontato che per ripetere tutti i gashi di ogni singola arma ci impiegava quotidianamente ore ed ore e anche oggi, quasi a 70 anni, gli dedica lo stesso tempo, perché il Kobudo, come ogni arte marziale, è disciplina quotidiana e l’allenamento non si esaurisce con la palestra.

Grazie a questo allenamento quotidiano, durante gli stages del M° Busen, eccelleva sempre più per tecnica e rigore marziale.

Nel 1964 iniziò a praticare anche il Ken-Jutzu, lo Yari e il Naginata.

Il M° Aureliano è stato il primo a diffondere il Kobudo in Italia ( circa dal 1964 ) inizialmente solo con il Nunchaku, ospitato da molte società di arti marziali poi inserendo tutte le altre armi

Il M° insegna le tecniche del colpo secco al campione del mondo Super-Welter Gianfranco Rosi

 

Come Karateka si dimostrò un validissimo avversario in tutti i kumite a quali prese parte.

Nel 1970 prese la cintura nera di Karate, vinse la Coppa Italia sempre nel kumite e si classificò secondo e terzo negli anni a venire.

Sempre nel 1970 fu convocato in Nazionale Azzurra per il Campionato del Mondo in Giappone ma per un disguido personale non potette partecipare alle gare.

Nel 1985 iniziò l’insegnamento del Karate ma sempre correlandolo con l’insegnamento del Kobudo.

È forte convinzione del nostro maestro che queste due discipline debbano essere insegnate contemporaneamente , proprio perchè sembrano fatte l’una per migliorare l’altra.

Porterò solo due esempi: il Bo migliora la postura perché il bastone lungo tende a bilanciare l’equilibrio quindi se un Karateka ha delle difficoltà di natura posturale con la pratica del Bo può migliorare questi difetti.

Il Tonfa usa quasi esclusivamente tecniche applicate dal Karate, quindi un Karateka è sicuramente avvantaggiato nei confronti di un praticante di un altro stile.

Nel 1982 partì con la Nazionale Azzurra di Karate in veste di allenatore per Taiwan.

Ci ha sempre raccontato molti aneddoti di questi campionati del mondo ma, secondo me, il più divertente di tutti è sicuramente quello sulla goliardia che regnava fra gli Azzurri impegnati in gara.

Durante le competizioni erano tutti molto tesi e concentrati ma la notte, nelle camere, si divertivano come pazzi, facendosi continui agguati e il M° Aureliano, vittima preferita dell’ilarità di questi grandi campioni del passato, si difendeva a sua volta menando colpi con il suo inseparabile Nunchaku di legno-ferro.

Sempre nel 1982 fu chiamato al Meeting Mondiale di Wushu ad Hong Kong.

Questa fu la sua grande occasione perché riuscì a vincere il trofeo di Kobudo.

In finale si confrontò con un francese della scuola del M° Busen e, combattendo con il Nunchaku, riuscì a sconfiggerlo.

Questi combattimenti erano molto pericolosi, come unica protezione gli atleti indossavano una specie di gabbia di ferro che li salvava dai colpi inferti alla testa e, in piccola parte, al torace.

Il resto del corpo era nudo, quindi solo l’abilità nel maneggiare le armi avrebbe potuto salvarli da conseguenze anche molto gravi.

Dopo quest’ esperienza partecipò a vari tornei di Kata in Europa, Asia e Stati Uniti classificandosi sempre primo ma fu a Taiwan, al Palazzo dello sport di Taipei, di fronte a tantissimi maestri orientali fra i quali anche il M° Iroschi Shirai e allo staff della Nazionale Italiana che venne proclamato: Il più forte del Mondo nel Kobudo.

Dal 1989 al 1991 diresse negli U.S.A. vari stages di Kobudo, di Karate e di difesa personale e nel 1996 fu ospite d’onore al Tai-Chi Institute di New York

Il M° insegna tecniche di Karate a Ornella Muti

 

Scrisse anche numerosissimi articoli per le riviste Samurai e Banzai.

Io ho conosciuto il M° Aureliano circa dieci anni fa.

Personalmente posso dire che mai avrei potuto credere che esistesse un uomo come lui.

Studio regolarmente con il M° Aureliano da quando lo conosco e le sue lezioni sono come dei piccoli stages.

Da noi anche una cintura bianca viene considerata come se fosse una nera e appena il giovane atleta è in grado di fare i kion viene messo nelle file dei più anziani.

Tutti sono impegnati a conoscere se stessi e ad aiutare le cinture più basse.

Nessuno è lasciato indietro e lo stesso M° Aureliano si allena con noi come se fosse uno di noi.

Ci corregge sempre e ascolta le nostre idee, poi ci parla di filosofia zen.

Alla fine di un allenamento anche l’atleta più di carattere è calmo e tranquillo come se avesse fatto una lezione di atletica.

La violenza è totalmente bandita anche se nelle nostre lezioni vengono insegnate le tecniche più raffinate per sottomettere l’avversario; è infatti convinzione del nostro Maestro che prima d’imparare il Kobudo ed il Karate bisogna combattere e sconfiggere la nostra aggressività o come spesso ci dice: - IL PRIMO AVVERSARIO CHE DOVETE SCONFIGGERE SIETE VOI STESSI.

Insieme ad Aureliano e con il M° Piero Zei e altri due affezionatissimi atleti che si allenano regolarmente alla Palestra My Club di Campi Bisenzio ( Gianmarco Moretti e Filippo Carfagni ) dove il nostro maestro tiene regolarmente le sue lezioni, abbiamo fondato nel 2005 la Fe. Ko. ( Federazione Kobudo ) & A.M.S.A. ( Arti Marziali Senza Armi ) che già nel 2006 ha ottenuto un primo grande risultato internazionale.

Ci siamo iscritti infatti ai Campionati del Mondo della W.T.K.A. organizzati dalla CONFIAM e il M° Aureliano Bruno ha vinto nella categoria Master.

Il M° Aureliano ha quasi 70 anni ma ancora riesce ad incantare per la grande abilità tecnica che ha acquisito in più di 40 anni di pratica.

Il M° oggi ai Campionati Mondiali W.T.K.A e con la Coppa del Mondo

 

 

Attestato di qualifica per l'insegnamento delle attività motorie rilasciato al M° Aureliano dalla Regione Toscana

 

 

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